Vai al contenuto

Rifiuto Zero – Economia Circolare

L’idea del rifiuto Zero, é talmente complessa e complicata da applicare che darebbe lavoro a molte menti italiane per decenni.
Peccato che il rifiuto Zero toglierebbe lavoro a imprenditori che hanno investito nella propria impresa ed hanno un tenore di vita talvolta esagerato da sostenere.

Dove vi è una diminuzione di lavoro (imprenditori o società che si occupano dei rifiuti: produzione, gestione e smaltimento) vi é anche un aumento (ingegneri e nuovi macchinari).
Meno imprenditori che gestiscono il rifiuto e meno imprese che creano il rifiuto, creeranno quindi molto altro nuovo lavoro intellettuale e gestionale.

Un lavoro importante per migliorare le nostre vite, evitando di inquinare l’ambiente in cui viviamo.


In una ipotetica società in cui c’è la gestione del rifiuto tendente allo 0.

Chi quindi lavorerà?


Ingegneri gestionali, programmatori o sviluppatori applicazione e sistemi, ingegneri di prodotto, aziende che gestiscono la reintroduzione di un rifiuto come materia prima o prodotto semilavorato, persino operai e prestatori di manodopera per gestire i flussi del materiale rifiutato, tutte le aziende che decidono di usare il rifiuto per fare altro.

Chi invece perderà il lavoro dopo una gestione del rifiuto tendente allo zero?

Aziende specializzate in packaging di prima generazione, azienda produttrici di materiale da imballaggio tradizionale, aziende e cooperative che si occupano della gestione del rifiuto, aziende che si occupano dello smaltimento o stoccaggio dei rifiuti.


Questo cambiamento di paradigma della gestione del rifiuto, darà la possibilità quindi a nuove aziende di nascere ed alcune aziende di fallire.

Le aziende che oggi gestiscono i rifiuti quindi hanno la possibilità di innovarsi per non fallire.

Chi meglio di loro conoscono il settore?
Non per forza una azienda strutturata in modo vecchio deve fallire. Basta pensare al bene della società nei prossimi 100 anni.


Chi ha la visione del rifiuto Zero quindi potrà preparare la sua impresa a vivere in un mondo in cui il rifiuto Zero é agevolato.


Quando la legge verrà modificata, le agevolazioni saranno focalizzate verso il rifiuto Zero e le aziende che venderanno prodotti, non creando rifiuti, gioveranno di queste leggi.

Solo la legge potrà costringere quindi il mercato, che oggi si fa gli affari solo suoi, a prendersi carico dei rifiuti che genera.

Un decreto legge dovrebbe inserire leggi che incentivano una azienda a produrre il proprio packaging o materiale da imballaggio in modo ecosostenibile (o non produrli proprio). Alcune leggi dovrebbero sostanzialmente obbligare le aziende a smaltire i loro rifiuti derivati dalla lavorazione dei prodotti (o a produrne meno). Altre leggi dovrebbero obbligare a ritirare il materiale creato per il trasposto, conservazione e commercializzazione per il prodotto delle aziende che lo hanno prodotto.

Volete esempi?
Il volantino, dovrebbe tornare precisamente a chi lo ha prodotto e chi lo ha commissionato.

Le lampadine
Dovrebbero tornare al produttore una volta rotte e la sua confezione dovrebbe tornare immediatamente all’azienda che é stata pagata per produrli.

La confezione delle merendine e del succo?
Dovrebbero essere restituite all’azienda che c’è le ha vendute.

Chi produce quindi dovrebbe farsi carico non solo della confezione, ma dei costi per far tornare la confezione nello stabilimento in cui verrà smaltita, stoccata o riutilizzata. (Costi di gestione che oggi sono scaricati sulle cooperative sociali)

Oggi come funziona?
Oggi lo stato (regioni e comuni), tramite azienda statali e parastatali, tramite anche il servizio di aziende specializzate nello smaltimento e smistamento, ha sempre scaricato i costi sulle cooperative e quindi sui soldi raccolti dalle tasse dei contribuenti, senza preoccuparsi di fare le cose bene ed in modo sostenibile per più di 100 anni.

Sarebbe un problema costringere le aziende a pagare i costi indiretti delle loro vendite?
Si, per le aziende che creano packaging e materiale da imballo i costi si alzerebbero. Per chi vende un prodotto dovrebbe farsi carico della logistica e smaltimento dei rifiuti resi. Per chi vuole vendere i suoi prodotti a distanza il trasporto sarebbe più difficile e costoso.

Ma il mercato va avanti e chi saprà gestire i suoi costi nel modo migliore sopravviverà,  altrimenti fallirà in modo limitato.

Quando le leggi verranno fatte, perché prima o poi verranno fatte per evitare che i nostri cari muoiano, allora le aziende si organizzeranno in modo diverso o addirittura interromperanno il loro business.

Gestione del rifiuto. Operatori del settore rifiuti.

A 6 anni ricordo di aver pensato per la prima volta: “dove andrà a finire tutto lo sporco?”

Oggi invece, ogni volta che pongo la domanda a tecnici ed esperti del rifiuto, la risposta è: “eeeeeh… Una parte viene riciclato, quindi recuperato e venduto a aziende che te lo pagano per produrre altri prodotti simili, altri invece vengono smaltiti, quindi affidati a società esperte nello smaltimento e nella termo-valorizzazione”.

Tutti gli operatori, tecnici ed esperti che lavorano nel settore del rifiuto, omettono che la maggior parte dei rifiuti vengono bruciati, accatastati o esportati dove non vi sono leggi particolari.
Tutti gli esperti si dimenticano di guardare al domani pensando al “rifiuto 0”. Se lo dimenticano o semplicemente si girano dall’altra parte per continuare a riempire il proprio conto in banca, che spesso é misero come la qualità della gestione dei rifiuti in Italia.

Perché al posto che continuare ogni giorno a raccogliere spazzatura, chi lavora nel settore, non si focalizza sul “non fare il rifiuto”?

Semplice, perché altrimenti ci sarebbe meno lavoro.
Certo! Il nostro PIL prevede anche la gestione del rifiuto al suo interno… Quindi più fatturato muove una azienda che si occupa dei rifiuti e meglio è per l’economia e chi lavora al suo interno.

Semplice Marco parlare se non ci sei dentro vero?

Escine allora o cambia il sistema!

Qua oggi ci si ammala per una cattiva gestione del rifiuto.
Oltre al problema che deriva dall’inquinamento di aziende, trasporti, riscaldamento o condizionamento e produzione di energia , vi è anche quello dell’inquinamento derivato da materiali nascosti e sotterrati o bruciati nei “termo-valorizzatori”.

Oggi, tutte le persone che lavorano nel settore dei rifiuti, hanno la colpa di gestire il settore nel modo sbagliato.

Il loro approccio pressapochista consente alle aziende di progettare la propria confezione o il loro prodotto “come meglio fa comodo all’impresa”. Per vendere di più o per riuscire a trasportare il prodotto e venderlo sempre più lontano.

Oggi gli operatori del settore del rifiuto non hanno né l’intelligenza, ne la “stoffa” di imporre la propria idea per migliorare la nostra vita e cambiare il sistema dei confezionamenti e dei packaging.

Oggi gli operatori del rifiuto, non si rendono conto che il loro servizio é pagato dai comuni, dalle regioni e dallo stato per non toccare i costi dei prodotti fatti da imprese private e per permettergli di vendere più lontano.

Gli operatori del settore dei rifiuti non si rendono conto che dovrebbero essere grati a tutti i cittadini che gli pagano lo stipendio, proprio per questo infatti, dovrebbero ragionare nell’ottica del bene del cittadino piuttosto che delle imprese private.

Perché non far raccogliere e smaltire, o semplicemente pagare i tutti costi del servizio, alle imprese che producono il prodotto?

Perché non esporre i costi di smaltimento direttamente ai responsabili della produzione?

Informazioni Geneticamente Modificate per essere più Virali

Informazioni geneticamente modificate per aumentare la vitalità.


Ebbene, l’informazione che regna nel paese, é frutto della cultura dei suoi abitanti. (Italia)
A causa della fortissima ignoranza che prevale nella popolazione italiana, a causa dalla scarsa consapevolezza e attenzione che gli italiani hanno verso la spiritualità e l’etica, l’informazione si é geneticamente modificata con il passare degli anni creandosi una “forma e contenuto altamente persuasivi”.


Come si é modificata la informazione e la sua comunicazione?

É diventata urgente, importante ed autorevole. L’urgenza oggi fa da padrone.


Grazie a questa falsa credenza che “una informazione deve essere data con toni urgenti e da persone autorevoli”, l’informazione é diventata quasi standard. Tutto questo per riuscire a cogliere l’attenzione degli italiani sempre più distratti…

L’informazione quindi, per essere presa in considerazione, ha assunto una forma “istituzionale” che prevede che non abbia errori grammaticali, che sia data da una persona autorevole e che possibilmente sia nuova, grande ed importante.

Queste caratteristiche sono quindi diventate parte integrante di ogni comunicazione fatta da telegiornali, giornali e fonti di informazione in genere. I giornalisti o le giornaliste hanno tutti lo stesso tono autoritario, serio ed arrogante; fanno sembrare le informazioni sempre importanti. Ma così sempre non è!

Questa modifica genetica dell’informazione, che somiglia alla modifica genetica dei frutti e verdure praticata nel 3°millennio (OGM), consiste sostanzialmente in:

ingigantire il fatto, talvolta modificare la sua forma, per farlo diventare virale.

Più la notizia o l’informazione é “pompata”, più viene letta e condivisa.
Ecco che chi si occupa di comunicazione, proprio come con le difese immunitarie del nostro corpo, ha dovuto crearsi gli anticorpi per sfornare informazioni che vengano lette e condivise dalla massa sempre più spenta e disattenta.

Se l’informazione quindi non ti preoccupa direttamente essa non ha impatto sulla tua quotidianità.

Un esempio?
Un’emergenza sanitaria a livello nazionale, non potrebbe essere mai creata senza una serie di dati preoccupanti per chi ascolta la notizia.

La notizia di un nuovo prodotto, non potrebbe diventare virale se non si inventa una storia strana, interessante e bizzarra che la presenta.
Si, ho detto inventa.
Inventa perché molti prodotti, molte notizie e molte storie sono inventate e create per cogliere l’attenzione al fine di fare diventare virale la notizia ed il prodotto o servizio correlato.

*Per inventare, non intendo che le storie non sono mai esistite, ma sono state semplicemente progettate su misura per l’occasione.

Vuoi un altro esempio?
Avresti mai conosciuto Elon Musk se non avesse inventato e creato i suoi bizzarri viaggi sulla luna?
Avresti mai conosciuto la stampa 3d se non avessero progettato e creato una storia in cui dicono che la stampa 3d ha salvato la vita delle persone?
Avresti mai pensato di utilizzare il disinfettante per le mani se non avessero comunicato con estrema urgenza la morte di molte persone derivate da un alto rischio di contagio?
Avresti mai pensato di utilizzare macchine inquinanti che ammalano le persone, se ti avessero detto che queste macchine creano inquinamento che provoca tumori e malattie per tuo figlio?
Avresti mai finanziato una guerra se ti avessero detto che era una vera guerra?
Avresti mai finanziato le armi o strutture belliche, se ti avessero detto che non sarebbero servite?
Avresti mai votato un partito che ha fatto l’opposto di ciò che è bene per te e la tua famiglia?
Avresti mai comprato un prodotto inutile? E lo avresti mai bruciato o sotterrato creando malati, se ti avessero detto che lo avrebbero fatto?

Potremmo andare avanti all’infinito.

Ricorda, ogni informazione è geneticamente modificata se proviene da persone che ottengono un profitto nel dirtela.


Non fare il finto tonto!

Informati e trai le conclusioni ovvie! Smettila comprare prodotti e consumare per una tua comodità! Smettila di credere che tutto ciò che è urgente, vada fatto senza ragionare!

Svegliati o verrai dimenticato.

COMPLIMENTI, HEI LETTO TUTTO IL CORSO INTRUDUTTIVO N.1

Etica della comunicazione. Informazioni tossiche.

Etica della comunicazione applicata per vivere meglio e cambiare il sistema.

La comunicazione non è mai stata usata così tanto per incidere sulla vita di tutti quanti.
Le aziende leader del settore e con un posizionamento importante nella mente del consumatore lavorano costantemente sulla comunicazione per influenzare il loro target.

I giornalisti sono stati i primi a capirlo. Descrivere i fatti in modo più parziale possibile (secondo la loro opinione) é la forza  di chi vuole fare sorgere i bisogni nella mente del consumatore per poi soddisfarli.
Descrivere i fatti inserendo a fianco messaggi pubblicitari subliminali, può modificare il comportamento delle persone portando un consumatore a comprare il tuo prodotto dopo aver letto l’articolo.

Facciamo un ipotesi di come é possibile fare sorgere un bisogno e soddisfarlo solo con la comunicazione:

Ipotesi errore di calcolo economisti:

Se i calcoli economici stimati sono sbagliati, l’economista che ha progettato il piano economico e tutti coloro che lo hanno sostenuto,  farebbero una figura pessima.

Se il tessuto imprenditoriale sul territorio italiano si stava già sfaldando per errori operativi pratici (esempio: altri costi di trasporto, immagazzinaggio di merce che non serve, commercializzazione con molti passaggi, gestione del rifiuto delirante e nocivo per l’uomo e la natura e se gli enti che custodiscono il denaro lo investono e lo prestano creando un surplus di lavoro irrazionale…
E necessario cambiare! Altrimenti andrà sempre peggio.

Per cambiare una massa ignorante, talvolta potente e sostenuta da categorie di settore, é necessario creare problema o un bisogno in tutte le persone per poi soddisfarlo con la cura.

Il bisogno di sicurezza (società) e la necessità di cambiare il paradigma del sistema in cui si è per evitare il disastro (imprese) ė generabile per esempio da un problema sanitario incontenibile. Non certo da una semplice comunicazione alla massa informale e motivata da argomentazioni leggere!


*ATTENZIONE. Gli esempi relativi ad una generica emergenza sanitaria sono creati con il semplice scopo di fare capire alcuni concetti relativi al funzionamento della comunicazione. Qualsiasi  riferimento ai dati relativi ai morti di Covid-19 sono puramente casuali e gli esempi sono ipotetici e senza riferimenti reali.


Come quindi cambiare la società con la comunicazione?

Creando per esempio un problema a monte.
Un vero problema senza soluzione imminente che causa paura e disagio.
Una malattia o virus di cui non si conosce la cura, altamente contagioso é una bella gatta da pelare!
Se nel tuo paese le persone muoiono ogni anno e si attribuisce la morte a questa nuova malattia, i dati relativi alla nuova malattia schizzeranno alle stelle. Questi dati potranno quindi essere comunicati a tutti per allertare coloro che rischiano la vita.

Ecco che l’irrazionalità delle persone viene fuori facendo emergere emozioni come insicurezza, paura di ammalarsi e morire, paura di contagiare e propri cari.

Questa paura di morire o essere ammalati potrebbe creare una grandissima comunità di persone che ignorano la vicenda, ma sostengono fermamente i provvedimenti presi per la malattia. Questa comunità avrà il bisogno di salvarsi la vita e mettere al sicuro i propri cari.
Il bisogno sarà soddisfatto da leggi, misure precauzionali e contenitive ed una dose leggera ma costante di notizie date in modo positivo.

Un vasto numero di persone, pur senza avere prove tangibili dirette, comincerà a sostenere con violenza ed irrazionalità i benefici delle misure precauzionali e sostenere persino la malattia stessa.
Un altro gruppo di persone si ammalerà veramente della nuova malattia. Un altro gruppo di persone morirà per colpa della nuova malattia che comprometterà lo stato di salute già precario.

Ecco quindi che dopo qualche mese di comunicazione martellante, tutti avranno accettato la vicenda e, per sicurezza, si rispetteranno le norme imposte…

Tanto cosa ci costa? Meglio rispettare le norme che non rispettarle.

A causa quindi di una emergenza sanitaria, basata su dati e statistiche parziali sostenute da esperti, é possibile convincere persino un medico che la vicenda ė più grave della realtà o del previsto.
Convinti i medici, convinti i pazienti e gli ammalati, convinti i parenti degli ammalati, ecco che tutta la popolazione non può fare altro che prendere una pausa e misure contenitive anormali.

Una pausa preventiva o contenitiva che blocca tutte le attività inutili.
Una pausa che evita il contagio e tutte le attività non essenziali che causano inquinamento o proliferazione virale inutile.
Una pausa sostenuta economicamente dallo stato Italiano.

Ma la pausa non si sarebbe potuta prendere prima?


No, perche ammettere gli errori di una società e cambiare radicalmente le abitudini, non é fattibile se tutte le persone coinvolte non sono d’accordo… Soprattutto se la pausa crea un calo del guadagno personale.
Nessuno é disposto a sacrificare qualcosa per migliorare l’ambiente e lo stato di tutti gli abitanti… Tutti, sono disposti a sacrificare parte del tutto per creare un beneficio personale.


Senza una giustificazione importante quindi, non si sarebbe riuscito ad interrompere il sistema senza avere importanti proteste.

Ecco quindi che per due mesi, due terzi dei lavori si sono fermati. Alcuni settori  e lavori inutili e fallimentari si sono proprio interrotti.

Non avrebbero potuto interrompersi prima?


No, perché ammettere il fallimento e stravolgere la propria vita non é semplice, oltre che creare grosse proteste da parte di masse di persone arrabbiate e preoccupate.

Noi invece vogliamo le cose semplici.
Se alcune cose sono inutili, vogliamo che la scelta di interrompere non sia complicata… Vogliamo che la scelta sia semplice e chiara: “fermiamo tutto ora” senza pensare alla conseguenze!
“Blocchiamo tutto, altrimenti si muore tutti qua”.  E quando tutti dicevano “blocchiamo tutto altrimenti si muore”, veniva sottointeso che lo stato, anche se già indebitato, avrebbe dovuto quindi sostenere il privato. Lo stato deve sostenere tutti! Proprio il contrario di quello che servirebbe… Ovvero che tutti i privati, con il proprio risparmio personale, aiutassero lo stato evitando spese inutili e promuovendo misure utili per lo stato stesso.

Ecco quindi che il blocco totale prevede sostentamento da parte dello stato che ha deciso di chiudere per il bene di tutti.

Ecco quindi che un sistema marcio (sistema economico capitalista), che ci ha resi marci anche in termini di salute, é riuscito ad ottenere fondi e finanziamenti per continuare la propria attività dallo stato.

Ecco quindi che una cerchia ristretta di economisti ed amministratori, che hanno sbagliato i calcoli, hanno ottenuto comunque sostegni che altrimenti non avrebbero avuto.


Dopo aver letto questo articolo, ricordati che, se non sei un imprenditore, sei un dipendente di un imprenditore ed hai bisogno più dell’imprenditore stesso di soldi per sopravvivere.

Ricordati anche che, per esperienza personale, una impresa funziona e fa arricchire i suoi soci solo se tutti sono uniti verso la stessa direzione.
Proprio come una società funziona e fa arricchire i suoi soci o abitanti solo se tutti remano verso la stessa direzione.


Purtroppo, in questo paese, vi sono grossi gruppi di persone che lottano l’uno contro l’altro andando verso direzioni opposte. Creando situazioni spiacevoli per gli abitanti con l’obiettivo di eliminare l’avversario politico.

Questa guerra politica, coinvolge anche i mezzi di comunicazione che, per sopravvivere, vendono i propri spazi ai partiti politici e alle imprese che vogliono avere sempre più persone dalla loro parte e vendere i loro prodotti o servizi


Sviluppo etica della comunicazione

Per invertire la rotta, è fondamentale capire i meccanismi della comunicazione ed applicarli in modo utile per tutti o cittadini. Tutte le persone che compongono la società potrebbero avere grossi benefici da una corretta gestione della comunicazione.

Se ogni persona venisse informata e formata sui processi di comunicazione che è possibile attuare, le persone avrebbero una maggior coscienza della materia e capirebbero i giochi che le imprese, politici e giornalisti attuano sulla persona.

Se ogni persona fosse informata nel modo corretto, ci sarebbe un utilizzo più consapevole della comunicazione e le trasgressioni sarebbero riconosciute e punite.

Oggi invece, chi comunica fa finta di non conoscere gli effetti negativi delle loro comunicazioni e continua a comunicare le informazioni in modo che la singola persona percepisca ciò che fa comodo al sistema attuale ed ai loro cliente. Oggi la comunicazione è al servizio del profitto.

Se l’etica della comunicazione fosse sviluppata, promossa e pubblicizzata quanto alcune attività commerciali, più persone oneste vivrebbero in modo più sereno la propria vita. La società sarebbe migliore e i problemi, oltre che i relativi costi, diminuirebbero rispetto alla situazione attuale.

L’etica però ed il buon senso non lo promuove nessuno. E chi lo fa, lo fa nel piccolo e spesso per motivazioni egoistiche. Un po’ come la beneficenza di oggi: che fa bene a chi la fa’ piuttosto che a chi la riceve 😀

Prosegui leggendo l’articolo sulle Informazioni Geneticamente Modificate

Come Riconoscere una Fake News

Cercando modi per capire ed evitare le notizie false o fake news, mi sono imbattuto in un articolo molto interessante sul web.

Vengono quindi stilate 10 regole o modi che ti aiutano a capire se la notizia è un fake.

Come ogni altra istituzione informativa, danno alcuni dettagli basandosi su ricerche fatte da Facebook. Facebook ha stilato una serie di linee guida per identificare le fake dalla realtà! Secondo voi…

Facebook ha dei benefici dalle Fake News?

Se Facebook sapesse come identificarle, non potrebbe mettere dei filtri utili alla comunità?

La dura realtà, è che Facebook genera grazie ai suoi utenti, una marea di notizie false che confondono la gente. Spesso, le notizie false o Fake servono per confondere le persone facendole credere a dei dati non veri. (magari veri in quel momento ma falsi presi in altri contesti)

Queste notizie architettate, per avere effetto sulla realtà, vanno fatte vedere a più persone possibili e nel minor tempo possibile. Questo per avere una vasta folla di persone che le sostiene fidandosi

Ecco quindi le regole per scovare la fake news riviste dalla mia esperienza in comunicazione, marketing e generazione di contenuti.

Il titolo – Capire l’immagine che hai nella mente

In genere, il titolo è la parte della notizia più evidente. Il lettore della serie di notizie si affida al titolo senza leggere l’intero contenuto (se la notizia non è di suo interesse).

Ecco perchè in genere il titolo non viene mai scritto dalla fonte originale da dove proviene l’informazione, ma viene stabilito da un titolista che non conosce il contenuto nella maniera corretta per trasmettere il vero contenuto nel solo titolo. Nel 99.99% dei casi, il titolo non coincide veramente con il significato del contenuto e tende a passare un concetto nel modo più di impatto possibile, senza considerare il vero significato intrinseco del titolo stesso.

Nella maggior parte dei casi quindi, il titolo è una forma di fake news se non ponderato molto molto bene.

Vista da un punto di vista logico, il titolo è quella cosa che riassume a pieno ed in modo preciso il concetto che viene espresso nella sua totalità. Se questo non avviene il titolo diventa fuorviante e simile ad una fake.

URL – Leggere la fonte

Si dice che dall’url (dominio) si può capire se la notizia è una fake o no. Quindi se usiamo un dominio simile ad un altro dominio giornalistico la notizia è un falso. Ebbene non è sempre così… Per esempio io potrei scegliere di fare una comunicazione parallela alla repubblica.it acquistando repubblico.it. Non è detto che le comunicazioni siano Fake solo perchè il dominio o url è simile ad una testata giornalistica.

E’ stato riscontrato che le fake news viaggiano anche su domini originali di testate giornalistiche o pagine social di domini importanti.

Inoltre, i domini fake, ovvero domini molto molto simili ad altri domini, spesso utilizzano la strategia del “dominio considerato fake” per cogliere l’attenzione degli interessati. Spiegandogli la propria versione dei fatti magari più reale che quella pubblicata dalla fonte autorevole. Abbiamo visto come testate giornalistiche, tendano a dare notizie che solo successivamente si rivelano non vere o poco corrispondenti al modo in cui vengono raccontate.

Immagini – Ciò che ti viene proiettato nella mente

L’immagine può essere manomessa o semplicemente distogliere l’attenzione da altri contenuti più scomodi. L’immagine spesso, assieme al testo, passa un concetto al lettore. E’ fondamentale quindi non soffermarsi sulle immagini in quanto in genere, molto differenti dalla realtà. Le immagini sono spesso scollegate dal vero e proprio contenuto dell’articolo.

Errori Ortografici o Logici

In genere si pensa che un articolo, se scritto male, non sia valido o il suo contenuto sia un fake. Ebbene non è sempre così:

Spesso, le informazioni riportate da gente comune o piccoli spazi web, sono poco controllate e curate nella forma ma con alto grado di contenuto.

Spesso dove c’è troppa forma non c’è contenuto e viceversa.

Non ci credi?

Visita qualche blog in cui vi è una community attiva, anche solo un gruppo facebook… troverai informazioni fondamentali ed utilissime ma scritte male. Contenuti ottimi espressi con una forma frettolosa, approssimativa.

Spesso quindi le notizie che devono passare per vere, potrebbero essere scritte bene proprio per passare inosservate.

Le informazioni scritte bene, controllate e ricontrollate, spesso presentano tagli o correzioni atte ad aumentare la diffusione della notizia stessa.

Le Fonti – Capire chi lo dice e che interessi ha.

Si consiglia erroneamente di verificare le fonti. Come se la fonte conosciuta fosse una garanzia… Il trucco è non controllare semplicemente la fonte, come si chiama e chi è. Ma bensì leggere l’intera notizia della fonte.

Oltretutto servirebbe, per essere certi, controllare le fonti della fonte. Capire se ci sono altre fonti, se è l’unica e che variazioni sono state fatte nella trascrizione della notizia.

La fonte quindi va sempre controllata, non tanto per la sua autorità, ma per il contenuto espresso e per capire quale è la fonte madre. La fonte originale. Conoscendo la versione originale ti accorgerai della manipolazione dell’informazione fatta, delle cose omesse o aggiunte.

Testimonianza o @Menzioni

Spesso, ai fini della vendita, si può creare autorità trovando testimonianze positive e negative. Talvolta architettando le interazioni in modo che le testimonianze siano favorevoli. Se vi sono testimonianze di avvenimenti, concetti o storie, magari scritte molto bene, vi è una falsità da coprire. Qualsiasi fatto vero non ha bisogno di essere testimoniato in quanto vi sono persone che sono certe che sia andata proprio in quel modo. Le reaction oggi infatti dimostrano la vera autorità delle fonti di informazione. Ci sono giornali o aziende che hanno dovuto andarsene dai Social come Facebook per la quantità di reaction negative nei loro confronti.

Il testimone era una garanzia che il fatto fosse avvenuto così… e se la testimonianza fosse organizzata?


Dovete sapere anche che ci sono nel mercato delle notizie online, anche notizie false, pubblicate nella consapevolezza. Canali o autori di fake news o notizie false, possono creare le notizie e diffonderle come satira o scherzo, fake news, notizie vere e comunicazioni pubblicitarie.

Nonostante tutto, le persone continuano a crederci leggendo solamente il titolo e non approfondendo 🙁


Conclusioni per capire le Fake News

In conclusione, la fake news vera, proprio la notizia che passa per vera ma è architettata è oggi fra noi e non abbiamo ne il vaccino, ne gli anticorpi per combatterla.

Pertanto, il segreto è verificare e approfondire. Leggendo molto e ricercando le notizie con più parole chiave. Se serve anche in inglese.

Il vero nemico della fake news è la ricerca e l’informazione spontanea del lettore che cerca e trova nel libero web la versione corretta dei fatti. Inoltre, mai fidarti dell’autorità. Controlla molto bene ciò che dicono i più autoritari canali tradizionali di comunicazione e comparali con la realtà informandoti. Leggendo le reaction.

In genere, è ovvio che un canale autoritario, dia l’informazione vera… peccato che l’ovvio non lo controlla mai nessuno! 😉

ETICA DELLA COMUNICAZIONE – Prossimo articolo

Come cercare le Notizie, le informazioni e capire se sono Fake!

Avendo analizzato i Canali di comunicazione ed il Tipo di comunicazione, posso concludere che, secondo la mia modesta opinione, i canali comunicativi più sicuri sono quelli liberi, composti da informazioni generiche, senza un vero e proprio controllo dell’informazione e delle reaction relative.

Se vuoi essere certo di come sia avvenuto un fatto, di come si sia sviluppato un virus, di come si modificherà il mercato, vai online e cerca. Ricerca molto, leggi attentamente e ricerca ancora con parole chiave diverse e varie. Leggi anche le reaction dei post condivisi sui social. Le informazioni ci sono tutte online… devi solo cercarle nel modo corretto.

Se esistessero canali liberi, con informazioni poco controllate, potresti incontrare cose vere e cose false.

Se esistessero solo canali controllati, potresti incontrare cose vere o informazioni false comunicate come vere!

Il canale libero è un grosso vantaggio… Significa che se diventi bravo a ricercare e analizzare i vari contenuti, sarai in grado di scovare la Fake News e imparare cose più interessanti di prima.

Credo che sia di vitale importanza ,per la nostra salute, saper identificare la verità.

Oltre a tener presente quindi che le informazioni utili per te TE LE DEVI CERCARE TE, tieni anche presente che i canali istituzionali di comunicazione controllata o filtrata hanno la tendenza a vendere gli spazi pubblicitari.

Grazie ad accordi fra privati, regolari preventivi e fatture, i canali di comunicazione vengono controllati proprio per generare il maggior profitto possibile a chi lo possiede, chi lo amministra e chi lavora al suo interno.

Un canale istituzionale vero, che trasmette le informazioni vere, nel modo più neutro possibile, non dovrebbe avere al suo interno spot, pubblicità o contenuti fatti per favorire alcune società terze (ex. articoli di giornale). Oggi, di canali di informazione controllati che certificano le informazioni e che rispettano la realtà degli avvenimenti, che verifica tutto ciò che scrive prendendosi le responsabilità di ciò che trasmette e dei modi in cui le comunica, ce ne sono veramente pochi… spesso, sono screditati con fake news.

Come riconoscere una fake?

Strumenti di Comunicazione Efficaci

Abbiamo visto che vi sono 4 tipi di comunicazione possibili:

Le informazioni relative alla cronaca, che sono racconti di ciò che succede. Oggi la cronaca è la più manipolata e falsata per questioni economico/politiche.

Cronaca: Fatti realmente Accaduti

All’interno della sezione cronaca, quindi racconti di fatti realmente accaduti, vi sono molte Fake news, generate appunto per creare un clima di confusione tale da non saper distinguere più una notizia di cronaca vera da una falsa. In questo contesto è facile trovare molta confusione e molte contraddizioni a livello sociale.

Una notizia di cronaca, dovrebbe seguire uno standard di qualità. Per garantire che sia affidabile è fondamentale controllare le notizie al fine di non allarmare inutilmente le persone. Ecco perchè esistono giornali, telegiornali giornalisti autonomi.

Oggi, le informazioni non sono certificate però. Momentaneamente le informazioni di cronaca non vengono controllate e le infrazioni o irregolarità non vengono assolutamente punite.

Oggi, l’unico vantaggio che un canale controllato o filtrato dovrebbe avere, non c’è.

Informazioni Generiche – Conoscenza

Intendiamo informazioni generiche tutte quelle informazioni con bassa priorità. Notizie che non andrebbero passate dai canali comunicativi istituzionali (esempio banale: gli spot).

Le informazioni generiche non hanno la necessità di essere controllate, in quanto rientrano in una categoria non in evidenza, quindi sono meno importanti e le persone lo sanno.

Se quindi le vuoi cercare bene le informazioni utili le trovi cercando. Se non le cerchi, altre informazioni “urgenti o importanti” ti arrivano dritte nella mente. Eccome se ti arrivano!

Storie, Film, Telefilm e Documentari

Alcune informazioni, quelle che passano a livello inconscio modificando molto i nostri pensieri e comportamenti nel medio e lungo termine, arrivano da storie. Nella storia il ricevente si immedesima e la vive. Vivendo la storia, vera o falsa che sia, ha un effetto sul nostro inconscio.

Tramite storie, è possibile passare concetti sia a livello inconscio che soprattutto conscio. Molte storie, baste sulla realtà sono in grado di convincere molte persone senza problemi. Il documentario ne è un chiaro esempio quanto un film basato su una storia vera.

Formazione – Comunicazione e Creazione Autorità

La formazione, spesso non considerata dal marketing e dal reparto pubblicitario, è molto importante per comunicare in modo diretto con molte persone. Tramite informazioni mirate con obiettivo formativo, è possibile istaurare un rapporto di fiducia con un determinato target (followers) e comunicare con loro ciò che vuoi.

Come già detto, una comunicazione diretta e non filtrata, ha efficacia solo se il mittente ha sviluppato l’autorità tale per comunicarla. Ecco quindi che il terzo stile o tipo di comunicazione, è una situazione ibrida che sta fra la comunicazione diretta generica e la comunicazione controllata istituzionale.

Spot o Pubblicità

In genere quasi ogni comunicazione come formazione formazione, film, serie tv, documentari, persino cronaca, vi è inserito uno spot. Una pubblicità mirata a convincere le persone senza che se ne accorgano.

Mettiamola così, lo spot non è altro che una informazione generica, inserita nel momento giusto e data nel momento giusto. Niente di più e niente di meno. Nel momento giusto, Euronics ti dice di essere ottimista con un breve video realizzato al meglio del meglio…

Come cercare le notizie e capire quali sono Fake?

4 Tipi di Comunicazione

Abbiamo visto che per comunicare possiamo utilizzare canali filtrati o no. Più il canale è grosso e più è controllato. Più il canale è piccolo e più l’informazione non è controllata. Vi sono lati negativi che positivi in entrambi i casi.

La comunicazione non è altro che un passaggio di informazioni che avviane fra due soggetti distinti o più. Nella comunicazione vi è quindi sempre un mittente e uno o più riceventi.

La comunicazione inoltre ha sempre un significato. Il significato è definito dall’analisi di 2 fattori: il fatto accaduto (contenuto) ed il modo con cui la comunicazione avviene (tono).

Per “modo” intendiamo tutto quello che non è significato delle parole o delle immagini. Per esempio se la comunicazione è fatta con un tono aggressivo, con premesse che discriminano, vi sarà un significato intrinseco di accusa nella comunicazione effettuata.

I presentatori in genere sono molto bravi nel dare comunicazione neutre, in modo molto parziale ma a favore di un target o soggetto ben preciso.

Vediamo però i vari tipi di comunicazione:

CCF – Controllo Comunicazione

Canali Controllati – Pubblicazione censurata

Per canale di comunicazione controllato intendiamo qualsiasi canale pubblico o privato con la caratteristica principale di “non dire mai cose scomode” o “non permettere le reaction”. Le informazioni hanno in genere un controllo. Se vengono comunicate, viene fatto nel modo più comodo per chi ha interessi comuni al canale.

A differenza di un canale comunicativo diretto e libero, il canale controllato possiede una autorità “quasi indiscutibile”. Si potrebbe definire un canale controllato, un canale che controlla le informazioni selezionando le migliori per te. In realtà un canale di comunicazione controllato seleziona le informazioni migliori per te, dandotele nel modo che preferisce il canale stesso e dei suoi sponsor.

Un esempio:

Si scopre che l’inquinamento, nonché la qualità dell’aria, incide notevolmente sul rischio di malattie polmonari. Un canale comunicativo che convive con aziende che producono automobili, non dirà mai che le auto, oltre che tutto il comparto produttivo automotive, sono dannosi per i cittadini.

Bensì dirà che la qualità dell’aria è migliorata (realità), migliorata per merito di un cambio climatico (bugia o supposizione).

Un canale di comunicazione controllato, se registra un aumento della qualità dell’aria e dell’ambiente che ci circonda, comunicherà che vi è stato un notevole miglioramento (verità) causato da un emergenza sanitaria (bugia)

Il miglioramento non è derivato dall’emergenza, ma dalla diminuzione degli spostamenti inutili e dalla chiusura di alcune fabbriche particolarmente inquinanti.

Quanti modi di comunicare, informare o formare esistono?

Quello che vorrei comunicare in questo articolo, non è che un canale controllato è negativo e quello non controllato è positivo. Vorrei semplicemente che tu capisca che entrambi i canali di comunicazione nascono per 4 motivi:

  • generazione di profitto (canale controllato)
  • generazione di popolarità (canale controllato e canale non controllato)
  • trasmissione regolamenti o leggi (canali controllati o con controllati)
  • sfogo e libera informazione (canale esclusivamente diretto)

CONTINA A LEGGERE GLI ARTICOLI

Canali Comunicazione Filtrate – CCF Cosa è?

Per informazioni filtrate, intendiamo tutte quelle informazioni che prima di essere trasmesse o pubblicate vengono revisionate e modificate da un ente terzo. Non è detto che le informazioni filtrate siano più vere che quelle non filtrate. Semplicemente la differenza sostanziale fra informazioni filtrate o no, è che quelle filtrate possono essere censurate a piacimento di colui che le approva.

Se le informazioni non sono filtrate invece possono semplicemente essere vere o false. In genere non possono però essere modificate.

Autorità del Canale Controllato

In genere, il canale che deve effettuare comunicazioni credibili, viene controllato accuratamente al fine di dare le informazioni in una forma corretta, senza errori, con toni autoritari e basati su dati scientifici.

Per farlo, il canale dovrà avere un grado molto alto di autorità, L’autorità viene sviluppata nel tempo grazie una storicità di vita del canale stesso e l’autorità viene anche sviluppata nell’immediato da pubblicità, eventi e comunicazioni varie (presenza costante e martellante nella mente del lettore).

LEGGI IL PROSSIMO ARTICOLO