Rifiuto Zero – Economia Circolare

L’idea del rifiuto Zero, é talmente complessa e complicata da applicare che darebbe lavoro a molte menti italiane per decenni.
Peccato che il rifiuto Zero toglierebbe lavoro a imprenditori che hanno investito nella propria impresa ed hanno un tenore di vita talvolta esagerato da sostenere.

Dove vi è una diminuzione di lavoro però (imprenditori o società che si occupano dei rifiuti: produzione, gestione e smaltimento) vi é anche un aumento (ingegneri e nuovi macchinari).
Meno imprenditori che gestiscono il rifiuto e meno imprese che creano il rifiuto, creeranno quindi molto altro nuovo lavoro intellettuale e gestionale.

Un lavoro importante per migliorare le nostre vite, evitando di inquinare l’ambiente in cui viviamo e fare da boia ai nostri figli.


In una ipotetica società in cui c’è la gestione del rifiuto tendente allo 0.

Chi quindi lavorerà?


Ingegneri gestionali, programmatori o sviluppatori applicazione e sistemi, ingegneri di prodotto, aziende che gestiscono la reintroduzione di un rifiuto come materia prima o prodotto semilavorato, persino operai e prestatori di manodopera per gestire i flussi del materiale rifiutato, tutte le aziende che decidono di usare il rifiuto per fare altro.

Chi invece perderà il lavoro dopo una gestione del rifiuto tendente allo zero?

Aziende specializzate in packaging di prima generazione, azienda produttrici di materiale da imballaggio tradizionale, aziende e cooperative che si occupano della gestione del rifiuto, aziende che si occupano dello smaltimento o stoccaggio dei rifiuti.


Questo cambiamento di paradigma della gestione del rifiuto, darà la possibilità quindi a nuove aziende di nascere ed alcune aziende di fallire.

Le aziende che oggi gestiscono i rifiuti quindi hanno la possibilità di innovarsi per non fallire.

Chi meglio di loro conoscono il settore?
Non per forza una azienda strutturata in modo vecchio deve fallire. Basta pensare al bene della società nei prossimi 100 anni.


Chi ha la visione del rifiuto Zero quindi potrà preparare la sua impresa a vivere in un mondo in cui il rifiuto Zero é agevolato.


Quando la legge verrà modificata, le agevolazioni saranno focalizzate verso il rifiuto Zero e le aziende che venderanno prodotti, non creando rifiuti, gioveranno di queste leggi.

Solo la legge potrà costringere quindi il mercato, che oggi si fa gli affari solo suoi, a prendersi carico dei rifiuti che genera.

Un decreto legge dovrebbe inserire leggi che incentivano una azienda a produrre il proprio packaging o materiale da imballaggio in modo ecosostenibile (o non produrli proprio). Alcune leggi dovrebbero sostanzialmente obbligare le aziende a smaltire i loro rifiuti derivati dalla lavorazione dei prodotti (o a produrne meno). Altre leggi dovrebbero obbligare a ritirare il materiale creato per il trasposto, conservazione e commercializzazione per il prodotto delle aziende che lo hanno prodotto.

Volete esempi?
Il volantino, dovrebbe tornare precisamente a chi lo ha prodotto e chi lo ha commissionato.

Le lampadine
Dovrebbero tornare al produttore una volta rotte e la sua confezione dovrebbe tornare immediatamente all’azienda che é stata pagata per produrli.

La confezione delle merendine e del succo?
Dovrebbero essere restituite all’azienda che c’è le ha vendute.

Chi produce quindi dovrebbe farsi carico non solo della confezione, ma dei costi per far tornare la confezione nello stabilimento in cui viene smaltita, stoccata o riutilizzata. (Costi di gestione che oggi sono scaricati sulle cooperative sociali)

Oggi come funziona?
Oggi lo stato (regioni e comuni), tramite azienda statali e parastatali, tramite anche il servizio di aziende specializzate nello smaltimento e smistamento, ha sempre scaricato i costi sulle cooperative e quindi sui soldi raccolti dalle tasse dei contribuenti, senza preoccuparsi di fare le cose bene ed in modo sostenibile per più di 100 anni.

Sarebbe un problema costringere le aziende a pagare i costi indiretti delle loro vendite?
Si, per le aziende che creano packaging e materiale da imballo i costi si alzerebbero. Per chi vende un prodotto dovrebbe farsi carico della logistica e smaltimento dei rifiuti resi. Per chi vuole vendere i suoi prodotti a distanza il trasporto sarebbe più difficile e costoso.

Ma il mercato va avanti e chi saprà gestire i suoi costi nel modo migliore sopravvivererà,  altrimenti fallirà in modo limitato.

Quando le leggi verranno fatte, perché prima o poi verranno fatte per evitare che i nostri cari muoiano, allora le aziende si organizzeranno in modo diverso o addirittura interromperanno il loro business.

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