Etica della comunicazione. Informazioni tossiche.

Etica della comunicazione applicata per vivere meglio e cambiare il sistema.

La comunicazione non è mai stata usata così tanto per incidere sulla vita di tutti quanti.
Le aziende leader del settore e con un posizionamento importante nella mente del consumatore lavorano costantemente sulla comunicazione per influenzare il loro target.

I giornalisti sono stati i primi a capirlo. Descrivere i fatti in modo più parziale possibile (secondo la loro opinione) é la forza  di chi vuole fare sorgere i bisogni nella mente del consumatore per poi soddisfarli.
Descrivere i fatti inserendo a fianco messaggi pubblicitari subliminali, può modificare il comportamento delle persone portando un consumatore a comprare il tuo prodotto dopo aver letto l’articolo.

Facciamo un ipotesi di come é possibile fare sorgere un bisogno e soddisfarlo solo con la comunicazione:

Ipotesi errore di calcolo economisti:

Se i calcoli economici stimati sono sbagliati, l’economista che ha progettato il piano economico e tutti coloro che lo hanno sostenuto,  farebbero una figura pessima.

Se il tessuto imprenditoriale sul territorio italiano si stava già sfaldando per errori operativi pratici (esempio: altri costi di trasporto, immagazzinaggio di merce che non serve, commercializzazione con molti passaggi, gestione del rifiuto delirante e nocivo per l’uomo e la natura e se gli enti che custodiscono il denaro lo investono e lo prestano creando un surplus di lavoro irrazionale…
E necessario cambiare! Altrimenti andrà sempre peggio.

Per cambiare una massa ignorante, talvolta potente e sostenuta da categorie di settore, é necessario creare problema o un bisogno in tutte le persone per poi soddisfarlo con la cura.

Il bisogno di sicurezza (società) e la necessità di cambiare il paradigma del sistema in cui si è per evitare il disastro (imprese) ė generabile per esempio da un problema sanitario incontenibile. Non certo da una semplice comunicazione alla massa informale e motivata da argomentazioni leggere!


*ATTENZIONE. Gli esempi relativi ad una generica emergenza sanitaria sono creati con il semplice scopo di fare capire alcuni concetti relativi al funzionamento della comunicazione. Qualsiasi  riferimento ai dati relativi ai morti di Covid-19 sono puramente casuali e gli esempi sono ipotetici e senza riferimenti reali.


Come quindi cambiare la società con la comunicazione?

Creando per esempio un problema a monte.
Un vero problema senza soluzione imminente che causa paura e disagio.
Una malattia o virus di cui non si conosce la cura, altamente contagioso é una bella gatta da pelare!
Se nel tuo paese le persone muoiono ogni anno e si attribuisce la morte a questa nuova malattia, i dati relativi alla nuova malattia schizzeranno alle stelle. Questi dati potranno quindi essere comunicati a tutti per allertare coloro che rischiano la vita.

Ecco che l’irrazionalità delle persone viene fuori facendo emergere emozioni come insicurezza, paura di ammalarsi e morire, paura di contagiare e propri cari.

Questa paura di morire o essere ammalati potrebbe creare una grandissima comunità di persone che ignorano la vicenda, ma sostengono fermamente i provvedimenti presi per la malattia. Questa comunità avrà il bisogno di salvarsi la vita e mettere al sicuro i propri cari.
Il bisogno sarà soddisfatto da leggi, misure precauzionali e contenitive ed una dose leggera ma costante di notizie date in modo positivo.

Un vasto numero di persone, pur senza avere prove tangibili dirette, comincerà a sostenere con violenza ed irrazionalità i benefici delle misure precauzionali e sostenere persino la malattia stessa.
Un altro gruppo di persone si ammalerà veramente della nuova malattia. Un altro gruppo di persone morirà per colpa della nuova malattia che comprometterà lo stato di salute già precario.

Ecco quindi che dopo qualche mese di comunicazione martellante, tutti avranno accettato la vicenda e, per sicurezza, si rispetteranno le norme imposte…

Tanto cosa ci costa? Meglio rispettare le norme che non rispettarle.

A causa quindi di una emergenza sanitaria, basata su dati e statistiche parziali sostenute da esperti, é possibile convincere persino un medico che la vicenda ė più grave della realtà o del previsto.
Convinti i medici, convinti i pazienti e gli ammalati, convinti i parenti degli ammalati, ecco che tutta la popolazione non può fare altro che prendere una pausa e misure contenitive anormali.

Una pausa preventiva o contenitiva che blocca tutte le attività inutili.
Una pausa che evita il contagio e tutte le attività non essenziali che causano inquinamento o proliferazione virale inutile.
Una pausa sostenuta economicamente dallo stato Italiano.

Ma la pausa non si sarebbe potuta prendere prima?


No, perche ammettere gli errori di una società e cambiare radicalmente le abitudini, non é fattibile se tutte le persone coinvolte non sono d’accordo… Soprattutto se la pausa crea un calo del guadagno personale.
Nessuno é disposto a sacrificare qualcosa per migliorare l’ambiente e lo stato di tutti gli abitanti… Tutti, sono disposti a sacrificare parte del tutto per creare un beneficio personale.


Senza una giustificazione importante quindi, non si sarebbe riuscito ad interrompere il sistema senza avere importanti proteste.

Ecco quindi che per due mesi, due terzi dei lavori si sono fermati. Alcuni settori  e lavori inutili e fallimentari si sono proprio interrotti.

Non avrebbero potuto interrompersi prima?


No, perché ammettere il fallimento e stravolgere la propria vita non é semplice, oltre che creare grosse proteste da parte di masse di persone arrabbiate e preoccupate.

Noi invece vogliamo le cose semplici.
Se alcune cose sono inutili, vogliamo che la scelta di interrompere non sia complicata… Vogliamo che la scelta sia semplice e chiara: “fermiamo tutto ora” senza pensare alla conseguenze!
“Blocchiamo tutto, altrimenti si muore tutti qua”.  E quando tutti dicevano “blocchiamo tutto altrimenti si muore”, veniva sottointeso che lo stato, anche se già indebitato, avrebbe dovuto quindi sostenere il privato. Lo stato deve sostenere tutti! Proprio il contrario di quello che servirebbe… Ovvero che tutti i privati, con il proprio risparmio personale, aiutassero lo stato evitando spese inutili e promuovendo misure utili per lo stato stesso.

Ecco quindi che il blocco totale prevede sostentamento da parte dello stato che ha deciso di chiudere per il bene di tutti.

Ecco quindi che un sistema marcio (sistema economico capitalista), che ci ha resi marci anche in termini di salute, é riuscito ad ottenere fondi e finanziamenti per continuare la propria attività dallo stato.

Ecco quindi che una cerchia ristretta di economisti ed amministratori, che hanno sbagliato i calcoli, hanno ottenuto comunque sostegni che altrimenti non avrebbero avuto.


Dopo aver letto questo articolo, ricordati che, se non sei un imprenditore, sei un dipendente di un imprenditore ed hai bisogno più dell’imprenditore stesso di soldi per sopravvivere.

Ricordati anche che, per esperienza personale, una impresa funziona e fa arricchire i suoi soci solo se tutti sono uniti verso la stessa direzione.
Proprio come una società funziona e fa arricchire i suoi soci o abitanti solo se tutti remano verso la stessa direzione.


Purtroppo, in questo paese, vi sono grossi gruppi di persone che lottano l’uno contro l’altro andando verso direzioni opposte. Creando situazioni spiacevoli per gli abitanti con l’obiettivo di eliminare l’avversario politico.

Questa guerra politica, coinvolge anche i mezzi di comunicazione che, per sopravvivere, vendono i propri spazi ai partiti politici e alle imprese che vogliono avere sempre più persone dalla loro parte e vendere i loro prodotti o servizi


Sviluppo etica della comunicazione

Per invertire la rotta, è fondamentale capire i meccanismi della comunicazione ed applicarli in modo utile per tutti o cittadini. Tutte le persone che compongono la società potrebbero avere grossi benefici da una corretta gestione della comunicazione.

Se ogni persona venisse informata e formata sui processi di comunicazione che è possibile attuare, le persone avrebbero una maggior coscienza della materia e capirebbero i giochi che le imprese, politici e giornalisti attuano sulla persona.

Se ogni persona fosse informata nel modo corretto, ci sarebbe un utilizzo più consapevole della comunicazione e le trasgressioni sarebbero riconosciute e punite.

Oggi invece, chi comunica fa finta di non conoscere gli effetti negativi delle loro comunicazioni e continua a comunicare le informazioni in modo che la singola persona percepisca ciò che fa comodo al sistema attuale ed ai loro cliente. Oggi la comunicazione è al servizio del profitto.

Se l’etica della comunicazione fosse sviluppata, promossa e pubblicizzata quanto alcune attività commerciali, più persone oneste vivrebbero in modo più sereno la propria vita. La società sarebbe migliore e i problemi, oltre che i relativi costi, diminuirebbero rispetto alla situazione attuale.

L’etica però ed il buon senso non lo promuove nessuno. E chi lo fa, lo fa nel piccolo e spesso per motivazioni egoistiche. Un po’ come la beneficenza di oggi: che fa bene a chi la fa’ piuttosto che a chi la riceve 😀

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