La Digitalizzazione è d’obbligo! Come salvare la vita della gente.

Per evitare l’affaticamento polmonare, per anziani o malati cardiocircolatori e polmonari, è fondamentale fare uno sforzo.


Questo è l’insieme di tutte quelle “sostante”/”particelle” che inquinano, suddivise per categoria in base al motivo per cui l’inquinamento è creato. (vedi la fine dell’articolo per leggere nel dettaglio la legenda)


Sicuramente la digitalizzazione è in grado di dimezzare i livelli di inquinamento su tutta le grosse città italiane. Perchè non si applica?

Ci stupiamo quando muoiono persone per tumori o per complicazioni cardiocircolatorie o polmonari. “Però un giro in macchina lo faccio lo stesso! E’ un mio diritto. Ma guarda te se non sono libero di andare sul lago quando voglio…”

Ecco da cosa ho capito che il 22,7 % + il 34% del 56% degli italiani ha il cervello in tilt. O meglio mette al primo posto Se, piuttosto che il prossimo.

Nonostante quindi la digitalizzazione tagli lo stipendio a molti di voi che state leggendo, non è detto che sia un male… La digitalizzazione ha la proprietà di eliminare gli spostamenti fisici (pesanti) inserendo spostamenti digitali (leggeri/bit).

Non è detto che un male oggi, sia un male anche domani!

Sicuramente la reazione media, al licenziamento perchè la propria azienda fallisce per la digitalizzazione, è quella della lamentela. “Perchè allora non hai aiutato la tua azienda a digitalizzare salvando così il tuo lavoro?”. “Perchè non è la mia… a me non interessa. Che lo facciano gli altri! Io di certo nel mio tempo libero penso a altro”

Ecco trovato uno dei motivi per cui la tua azienda è fallita… perchè ha assunto persone che pensano solo al loro stipendio piuttosto che al bene della società/impresa.

Se non sei in grado di dare un ben che minimo beneficio alla tua Società/Impresa…

che beneficio potrei dare alla vera Società?

Se le tue ore da professore vengono ridotte per la digitalizzazione, la reazione sarà sempre quella della lamentela. “Ma io non posso prendere meno soldi perchè questi hanno deciso di digitalizzare”. “Sempre lamentele, sempre lamentele senza pensare al meglio per il prossimo!”

Ecco perchè esistono eventi che nemmeno te puoi regolare! Per ri-stabilizzare la situazione applicando la teoria dell’evoluzione. Solo dopo aver toccato il fondo si può risalire!


Le sorgenti emissive incluse nell’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissioni in atmosfera (IRSE) sono classificate secondo la nomenclatura standard europea denominata SNAP ’97 (Selected Nomenclature for Air Pollution), divise in 11 macrosettori:

  • 01. Combustione nell’industria dell’energia e trasformazione fonti energetiche
    Il macrosettore riunisce le emissioni di caldaie, turbine a gas e motori stazionari e si focalizza sui processi di combustione necessari alla produzione di energia su ampia scala e alla sua trasformazione.
  • 02. Impianti di combustione non industriali
    Comprende i processi di combustione finalizzati per la produzione di calore (riscaldamento) per le attività di tipo non industriale: sono compresi, quindi, gli impianti commerciali ed istituzionali, quelli residenziali (riscaldamento e processi di combustione domestici quali camini, stufe, ecc.) e quelli agricoli.
  • 03. Impianti di combustione industriale e processi con combustione
    Comprende tutti i processi di combustione strettamente correlati all’attività industriale e, pertanto, vi compaiono tutti i processi che necessitano di energia prodotta in loco tramite combustione: caldaie, fornaci, prima fusione di metalli, produzione di gesso, asfalto, cemento, ecc.
  • 04. Processi produttivi
    Comprende le rimanenti emissioni industriali che non si originano in una combustione, ma da tutti gli altri processi legati alla produzione di un dato bene o materiale (tutte le lavorazioni nell’industria siderurgica, meccanica, chimica organica ed inorganica, del legno, della produzione alimentare, ecc.).
  • 05. Estrazione, distribuzione combustibili fossili e geotermia
    Il macrosettore raggruppa le emissioni dovute ai processi di produzione, distribuzione, stoccaggio di combustibile solido, liquido e gassoso e riguarda sia le attività sul territorio che quelle off-shore. Comprende, inoltre, anche le emissioni dovute ai processi geotermici di estrazione dell’energia.
  • 06. Uso di solventi
    Comprende tutte le attività che coinvolgono l’uso di prodotti contenenti solventi, ma non la loro produzione. (es. dalle operazioni di verniciatura e sgrassaggio sia industriale che non, fino all’uso domestico che si fa di tali prodotti).
  • 07. Trasporti su strada
    Tutte le emissioni dovute alle automobili, ai veicoli leggeri e pesanti, ai motocicli e agli altri mezzi di trasporto su strada, comprendendo sia le emissioni dovute allo scarico che quelle da usura dei freni, delle ruote e della strada.
  • 08. Altre sorgenti mobili e macchine
    Include il trasporto ferroviario, la navigazione interna, i mezzi militari, il traffico marittimo, quello aereo e le sorgenti mobili a combustione interna non su strada, come ad esempio mezzi agricoli, forestali (motoseghe, apparecchi di potatura, ecc.), quelli legati alle attività di giardinaggio (falciatrici, ecc.) e i mezzi industriali (ruspe, caterpillar, ecc.).
  • 09. Trattamento e smaltimento rifiuti
    Comprende le attività di incenerimento, spargimento, interramento di rifiuti, ma anche gli aspetti ad essi collaterali come il trattamento delle acque reflue, il compostaggio, la produzione di biogas, lo spargimento di fanghi, ecc.
  • 10. Agricoltura
    Comprende le emissioni dovute a tutte le pratiche agricole ad eccezione dei gruppi termici di riscaldamento (inclusi nel macrosettore 3) e dei mezzi a motore (compresi nel macrosettore 8): sono incluse le emissioni dalle coltivazioni con e senza fertilizzanti e/o antiparassitari, pesticidi, diserbanti, l’incenerimento di residui effettuato in loco, le emissioni dovute alle attività di allevamento (fermentazione enterica, produzione di composti organici) e di produzione vivaistica.
  • 11. Natura e altre sorgenti e assorbimenti
    Comprende tutte le attività non antropiche che generano emissioni (attività fitologica di piante, arbusti ed erba, fulmini, emissioni spontanee di gas, emissioni dal suolo, vulcani, combustione naturale, ecc.) e quelle attività gestite dall’uomo che ad esse si ricollegano (foreste gestite, piantumazioni, ripopolamenti, combustione dolosa di boschi).

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