“Pagamento in Natura” – Info generiche

Il trattamento a fini IVA da riservare alle cessioni di beni a titolo di sconto, premio o abbuono, è disciplinato dall’art. 15, comma 1 n. 2 del D.p.r. 633/1972 il quale stabilisce che non concorre a formare la base imponibile:

“il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono, in conformità alle originarie condizioni contrattuali, tranne quelli la cui cessione è soggetta ad aliquota più elevata”.

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Sconto merce: condizioni perché non sia assoggettato ad IVA

La norma di riferimento prevede quindi che tali sconti in natura non siano assoggettati ad IVA, ponendo tuttavia una duplice condizione:

  • che la cessione a titolo di sconto sia prevista nelle originarie pattuizioni contrattuali;
  • che il bene ceduto a titolo di sconto non sia soggetto ad aliquota più elevata rispetto i beni oggetto della cessione cui lo sconto si riferisce.

Con riferimento quindi alla prima condizione è necessario che lo sconto sia stato concordato tra le parti al momento della conclusione del contratto, non operando quindi l’esclusione dalla base imponibile nel caso in cui la cessione a titolo di sconto venga riconosciuto al cliente solo dopo la fatturazione della cessione dei beni a pagamento, senza che questo fosse stato pattuito contrattualmente.


Il Nostro Valore Aggiunto – Focus su Business Plan della Società Fondata

Possiamo strutturare il nostro business sulla forma di pagamento accettata. Tutti oggi hanno la necessità di pubblicità. Ai tempi d’oro della TV (anni 80/90) hanno applicato il metodo di pagamento in natura, come agevolazione all’acquisto degli spazi pubblicitari.

Un contratto, deve prevedere la messa in evidenza e presa visione del metodo di pagamento in natura concordato prima della conferma del preventivo.

Nel preventivo verranno prese in esame entrambe le aliquote, per controllare che tutto sia come previsto dalla normativa che tiene conto del cambio di valore per l’aliquota del bene prodotto.

I soci dell’attività pubblicitaria quindi utilizzeranno gli introiti in natura per vivere dignitosamente in un sistema che ti costringerebbe comunque a spendere.


Applicazione Aliquota

Con riferimento invece alla seconda condizione si possono verificare le seguenti situazioni:

  • se i beni ceduti a titolo di sconto sono soggetti ad aliquota più elevata rispetto a quella degli altri beni ceduti a titolo di corrispettivo allora il loro valore normale deve concorrere alla determinazione della base imponibile IVA;

È il caso in cui ad esempio a fronte della cessione di beni alimentari (con aliquota IVA 10%) viene ceduto a titolo di sconto merce un bene con aliquota IVA 22%.

  • se i beni ceduti a titolo di sconto sono soggetti alla stessa aliquota IVA del bene ceduto a fronte del pagamento di un corrispettivo, il valore normale del bene “sconto”  deve essere indicato in fattura, ma se la cessione avviene in conformità delle disposizioni contrattuali è esclusa dalla base imponibile ai sensi del citato art. 15 comma 1 n. 2 del D.p.r. 633/1972 (ad esempio nelle vendite “prendi 3 paghi 2”).

Gestione Aliquota Separata – Focus su Business Plass

Potrebbe essere percorribile l’idea di creare società che si occupano di “fornitura del servizio” nell’aliquota richiesta. Per semplificare l’amministrazione e la struttura del gruppo potrebbe essere necessario creare delle società statiche in termini di fatturazione e gestione tassazioni.

Per ottenere fiducia dal punto di vista amministrativo delle aziende PMI sul territorio Italiano, sarà necessario che la società abbia un processo di calcolo aggiornato e ben gestito. Una persona, tramite èrogrammi, tabelle exel e consulenza di più commercialisti avrà il compito di rassicurare il cliente che non avrà problemi erariali con lo Stato.


Se le cessioni avvengono in assenza di almeno una delle condizioni sopra richiamate allora il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto dovrà essere assoggettato ad IVA, secondo le regole previste per la cessione di omaggi di beni la cui produzione o scambio rientrano nell’attività dell’impresa e per i quali all’atto dell’acquisto sia stata operata la detrazione dell’IVA.

Non è necessario invece che il bene ceduto a titolo di sconto rientri fra quelli prodotti o commercializzati dal cedente e l’esclusione dalla base imponibile potrà essere applicata anche se si tratta di beni di diverso tipo rispetto a quelli oggetto della cessione originaria.

Come precisato infatti anche nella R.M. n. 362125/1986 le cessioni a titolo di sconto e abbuono anche se riflettono beni diversi da quelli che hanno formato oggetto della cessione originaria “rientrano nel campo di applicazione della disposizione dell’art. 15 semprechè le cessioni stesse siano poste in essere in conformità alle originarie condizioni contrattuali e non riflettono beni soggetti ad aliquota più elevata rispetto a quella applicabile ai beni oggetto della cessione cui ineriscono”.

Indicazioni da riportare in fattura in caso di sconto merce

In merito poi alle indicazioni da riportare in fattura l’art. 21 comma 2 lett. h) del D.p.r. n. 633/1972 richiede poi che la stessa debba contenere i “corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono di cui all’articolo 15, primo comma, n. 2”.

E’ necessario quindi che venga esposto in fattura il valore normale di tali beni ancorchè non concorra alla formazione della base imponibile.

Determinazione del valore normale del bene

Per quanto riguarda infine la determinazione del valore normale bisogna precisare che nel caso in cui il bene oggetto dello sconto sia un bene prodotto o commercializzato dall’impresa il valore normale da indicare in fattura, escluso dalla base imponibile sarà pari al prezzo di vendita riportato sulla stessa per la cessione principale, mentre nel caso in cui i beni ceduti a titolo di sconto non formino oggetto dell’attività propria dell’impresa o siano beni diversi rispetto a quelli oggetto della cessione principale allora potrà essere indicato come valore normale escluso dalla base imponibile il prezzo di acquisto degli stessi.

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